Lo si attendeva da almeno un anno e mezzo:è dunque giunto il momento anche in Italia di confrontarsi con il delicato tema dell'accessibilità dei siti web, delicato in quanto poco diffuso nonché spesso volutamente ignorato, in primis dai soggetti direttamente coinvolti.
Come già accaduto negli Stati Uniti, anche il nostro Paese è uscito allo scoperto: il Governo, per voce del Ministero della Funzione Pubblica, ha emanato, in data 13 marzo 2001, una circolare relativa alla progettazione e allo sviluppo dei siti web delle amministrazioni pubbliche.
È opportuno specificare che si tratta di una direttiva, ma la speranza, per gli "addetti ai lavori" e per quanti vivono quotidianamente gli ostacoli dovute ad una qualche forma di handicap, è che possa tramutarsi in legge prima che il sole estivo di giugno cominci a scaldare le nostra piazze.
Il documento invita tutte le pubbliche amministrazioni a considerare il ruolo di Internet come strumento comunicativo sia interno che esterno, e ne sottolinea il valore strumentale di "tecnologia distribuita".
Se l'usabilità è genericamente un tema già da tempo all'attenzione di chi realizza siti a livello professionale, le raccomandazioni sull'accessibilità tengono in questo caso conto dei documenti conclusivi della Conferenza Ministeriale di Lisbona dell'Unione Europea del 20 Marzo 2000 e della conferenza Ministeriale di Feira del 19 e 20 giugno 2000, nonché, naturalmente, delle tecniche per rendere i contenuti web accessibili stabilite dal WAI (Web Accessibility Initiative) - WAI, gruppo di lavoro del W3C (World Wide Web Consortium) - www.w3.org.
Da allora le linee guida sono state riconosciute come standard di best practice dai governi, compresi il Parlamento Europeo e i suoi stati membri, il Canada, l'Australia e i suoi stati, numerosi stati degli Stati Uniti e dalle organizzazioni industriali di maggior rilievo a nel panorama internazionale.
Più recentemente, in data 16 dicembre 2002, su iniziativa dei deputati Campa e Calmieri, è stata emanata una proposta di legge - "Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse info-telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei disabili e per favorire la loro integrazione con le nuove tecnologie", che riassume le linee guida del WAI in 10 punti, recependo di fatto in maniera sintetica le 14 linee guida del WAI, esortando le Pubbliche Amministrazioni a riflettere, quanto prima, in merito alla portata storica ed innovativa della proposta, allo scopo evidente di garantire la non esclusione dal mondo internet di varie categorie di utenti disabili, come possono dimostrare alcuni stralci della stessa:
ART.1 (Diritto di accesso ai servizi)
ART.3 (Accessibilità dei siti web)
Da segnalare, inoltre, come negli Stati Uniti l'accessibilità sia considerata un vero e proprio diritto civile dalle associazioni dei disabili, i quali, in seguito a serrate battaglie virtuali, hanno ottenuto che, con la normativa denominata sezione 508, tutti i siti internet ed intranet governativi siano conformi alle norme sull'accessibilità. Questo, come risulta evidente, costituisce un vantaggio ulteriore anche per il Governo, che ha tutto l'interesse che un dipendente disabile riesca ad utilizzare proficuamente il sistema informativo interno ed esterno durante il lavoro.
Si percepisce l'intenzione e l'impegno, da parte degli organi preposti, per questo intervenire in progress, affinché, parole di Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione tecnologica, "il sistema-Italia recuperi il gap tecnologico che accusava all' inizio degli anni '90, così da poter colmare, nell'arco dei prossimi 2-3 anni, il differenziale con i Paesi europei più avanzati, forti di un 50-60% di famiglie collegato in retela Pubblica Amministrazione, che è stata in Italia, per certi versi, a rimorchio del Paese, diverrà il motore dell' ammodernamento del Paese".
Questa introduzione, tanto corposa quanto indispensabile, è assolutamente doverosa per comprendere appieno l'impegno, lo sforzo, nonché il desiderio di innovazione ed apertura comunicativa, che l'Ospedale San Camillo di Treviso, sotto la Direzione di Mario Bassano, ha voluto esprimere, incipit, questo, di un progetto sperimentale ad ampio raggio. Questa intenzione si è tramutata, in breve, nel progetto www.ospedalesancamillo.it, frutto di una collaborazione strettamente interattiva tra l'Ospedale stesso e KLEKOO.com - Internet Experimental Lab, Web Company specializzata nella realizzazione di siti internet moderni ed efficaci, portali, consulenza e-business, soluzioni e-commerce ed applicazioni multimediali.
L'esperienza può classificarsi tra le maggiormente efficaci e rivoluzionarie nell'ambito comunicativo della Pubblica Amministrazione e degli Enti pubblici e privati.
Da rilevare la sensibilità con cui l'Ospedale San Camillo, nelle figure di Suor Crescentina Maccagni, superiora, di Mario Bassano, Direttore Amministrativo e di Renzo Malatesta, Direttore Sanitario, ha risposto alla proposta di KLEKOO.com: sviluppare un prodotto che rispettasse tutti i livelli di accessibilità e usabilità previsti e richiesti dalle linee guida internazionali dettate dal W3C, obiettivo di molti, ma raggiungimento ancora di pochi, stante una estrema ed accurata conoscenza del codice Html, che prevede un lavoro quasi artigianale di progettazione e programmazione, senza rinunciare, questo l'impegno portato a termine egregiamente da KLEKOO.com, ad un'interfaccia grafica usabile, piacevole e accattivante.
KLEKOO.com, difatti, ha interamente sviluppato il concept, la progettazione e l'ideazione grafica, creata in relazione alle necessità e alle esigenze dell'Ospedale San Camillo, sulla base di standard per accessibilità ed usabilità internazionali, così da assicurare a qualsiasi utente una navigazione facile, intuitiva ed immediata.
"la soddisfazione, da parte del nostro staff interno e dell'Ospedale San Camillo nel visionare il prodotto finito, è stata la gratificazione migliore per un lavoro che ha coinvolto più professionalità, dagli sviluppatori interni alla KLEKOO al Dott. Antonio Capocelli, Collaboratore Amministrativo per l'Azienda U.L.S.S. N° 9 di Treviso, tra i primi a occuparsi di usabilità ed accessibilità" sostiene entusiasta il Dott. Marco Panizzo, anima commerciale e creativa della KLEKOO.com, "quanto abbiamo deciso di affrontare è stata una sfida, per noi e per la Direzione dell'Ospedale stesso, che ci ha creduto per prima, e non un semplice lavoro, una sfida con le nostre capacità, anzitutto, e con la volontà di essere all'avanguardia con gli standard europei: a progetto ultimato, mi permetto di dire che questa sfida è stata vinta con successo, adesso ci aspettano altre battaglie, forse ancora più impegnative, sicuramente ancora più stimolanti."
Dalle parole del Dott. Panizzo traspare, evidentemente, il ruolo essenziale, riconosciuto in primis dalla Klekoo.com stessa, svolto dall'Ospedale San Camillo: la totale fiducia accordata e il desiderio di essere i primi anche in questo campo hanno contribuito all'ottima riuscita del progetto, fornendo stimoli continui ed entusiasmo alle menti coinvolti.
"L'Ospedale San Camillo di Treviso ha deciso di dare un segnale forte non solo all'utenza, quanto ai molti altri enti e Pubbliche Amministrazioni presenti in Internet; non ci siamo accontentati di apparire anche noi nel web, abbiamo voluto trasmettere, anche tramite questo canale, la mission dell'Ospedale, ossia essere pienamente al servizio del cittadino, disabile o meno che sia, quindi rispondere al meglio alle esigenze di chi dovrà fruire dei nostri servizi" ribadisce Mario Bassano, Direttore Amministrativo, "abbiamo accolto favorevolmente quanto proposto dalla KLEKOO.com e possiamo dirci estremamente soddisfatti del sito www.ospedalesancamillo.it, così come lo sono tutt'oggi i nostri utenti, anche quelli meno esperti di internet."
Quest'entusiasmo può far comprendere, anche ai più scettici, le potenzialità di un sito accessibile secondo gli standard WAI, poichè internet è, attualmente, il principale mezzo di comunicazione e di servizio: indiscutibile, quindi, la necessità che esso sia raggiungibile, consultabile, accessibile al maggior numero di utenti collegati in rete.
Quella che può sembrare un'opportunità è oggi una necessità: un sito deve poter essere navigato facilmente non solo da utenti non esperti o privi di un computer "all'altezza", ma anche da utenti disabili, ivi compresi i non vedenti.
Un sito sviluppato secondo le linee guida del W3C può essere navigato da utenti non vedenti grazie a software vocali, come Jaws, che accompagnano l'utente disabile attraverso le diverse sezioni del sito, descrivendo menù, link, immagini e quant'altro: una voce, difatti, guida l'utente, leggendo, è proprio il caso di dirlo, il codice di programmazione che sta "dietro" alle pagine che siamo abituati a visualizzare quotidianamente con il nostro browser.
Proviamo a pensare a noi, al nostro aspetto, a tutto ciò che possiamo fare, dire, udire, vedere: venire privati di un arto o perdere i sensi che ci permettono di captare e percepire il mondo vorrebbe significare la perdita di ogni sicurezza, trovarsi abbandonati in mezzo a un deserto.
Siamo circondati da barriere architettoniche, presenti per lo più proprio all'interno di edifici pubblici, più semplici da abbattere di quanto non lo sia l'ignoranza gretta e indifferente che le ha generate: questa è la vera battaglia del 2003, anno europeo del disabile, e di quanti credono nei concetti di accessibilità e usabilità: fare in modo che questa sensazione non si debba mai vivere, sia che si abbia qualche reale disfunzione o disabilità fisica, sia che la disabilità sia indotta da limitazioni tecniche, quali un monitor più piccolo, un computer meno recente, una connessione più lenta e quant'altro.
Il rispetto degli standard definiti dal W3C consente una pulizia sostanziale del codice, sviluppando, di conseguenza, pagine molto più leggere da caricare, più omogenee, una maggiore semplicità a livello di mantenimento ed aggiornamento del sito, nonché una compatibilità più performante tra le piattaforme ed i browser in commercio. Non è tutto se pensiamo, per un istante, alla possibilità di accedere a informazioni e servizi altrimenti "negate" o inaccessibili.
Da tutto questo si instaura innegabilmente una conseguenza anche a livello commerciale, in quanto è evidente che, laddove la cura per il cliente sia alta, la fedeltà dello stesso aumenta considerevolmente.
"La mia speranza, il mio desiderio è che l'impegno di pochi, come è stato quello di KLEKOO.com e dell'Ospedale San Camillo, sia di esempio per molti altri enti pubblici e privati: il sogno che conservo poco gelosamente nel cassetto, un cassetto aperto a tutti, è di sensibilizzare maggiormente la Pubblica Amministrazione, troppe volte sorda alle istanze di chi ha bisogno di servizi ed ha più difficoltà di altri ad usufruirne, senza dovere attendere, come spesso succede, che sia una legge o altro tipo di direttiva a far muovere tutto" ribadisce il Dott. Panizzo.
Senza rivelare altro, ma lasciando a voi il piacere e la semplicità di navigare all'interno di questo nuovo sito, è estremamente interessante la possibilità di avere una visione diretta della Carta dei Servizi dell'Ospedale, di essere costantemente informati su novità ed eventi, nonché la possibilità, inizialmente per le ditte convenzionate con l'Ospedale stesso, di prenotare online qualsiasi tipologia di prestazione specialistica, eliminando in un click code agli sportelli e disagi per utenti ed operatori.
La conclusione spetta a Tim Berners-Lee, ideatore e direttore del W3C, guida virtuale e spirituale per tutti noi, che in poche ma essenziali e significative parole così riassume quanto abbiamo cercato di comunicarvi: "La forza del web è la sua universalità. L'accesso da parte di tutti al di la delle disabilità è un aspetto essenziale".